IL TERRITORIO DEI GIORNI NOSTRI E IL LIBRO DI RUGGERO

Quello che piú ci preme, al di lá di una corretta visualizzazione dell'itinerario idrisiano entro i confini di nostro interesse, é la relazione del viaggiatore di mille anni fa con il viaggiatore odierno.

Come appare evidente, una correlazione fra le descrizioni di Idrisi e le caratteristiche attuali del territorio é necessaria e utile.

Da queste correlazioni scaturiscono temi di riflessione che hanno una grande forza evocativa. L'evocazione diventa affascinante quando le messi dorate, i vigneti, i pascoli ed i boschi, descritti a piú riprese e con formule ricorrenti dal geografo, trovano un vivido riverbero in alcuni paesaggi di oggi. L'attraversamento di territori montuosi e collinari, non ancora completamente devastati da scempi, coinvolge odori e sapori simili a quelli di un millennio fa, cosí come la suggestione derivante dalle attivitá tradizionali legate alla pesca del tonno.

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Che le due piú importanti cittá ad Ovest di Palermo fossero Trapani e Mazara, é confermato giá alla fine del X secolo anche dalla sintetica descrizione di Al-Muqaddasi. Minore il ruolo e l'importanza di Marsala, che da antica e splendida citté versa in uno stato di rarefazione ed abbandono.

 

Qualche anno piú tardi, nel 1185, Ibn Jubayr parte da Palermo e, ristoratosi presso i bagni di Segesta, giunge sino a Trapani per la via costiera. La descrive come una cittá piccola, murata e bianca come una colomba. Anche per questo cronista il porto di Trapani é sicuro ed accogliente.

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